MILANO – Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, difende gli esiti in itinere di Reddito di cittadinanza e Quota 100.

Per il primo beneficio, spiega a Circo massimo su Radio capital, sono già state presentate domande da 900 mila nuclei familiari, che corrispondono a circa 2,7 milioni di persone. Si tratta, sostiene l’architetto del Reddito di cittadinanza, di un “buon risultato” considerando che la stima nella relazione tecnica è di 1,3 milioni di nuclei. Tutte le domande non sono state ancora elaborate, precisa, ribadendo la stima Inps che “il tasso di rifiuto è del 25%”.

“In un anno”, osserva Tridico, “arriveremo alla stima di 1,2/1,3 milioni di nuclei per un totale di quasi 4 milioni di individui”. Se i numeri sono questi, aggiunge, il costo sarà di circa 7 miliardi.

Alla luce delle stime e dell’avanzare delle domande, però, se con il reddito di cittadinanza ci dovesse essere un numero minore di beneficiari rispetto alla platea prevista, il tesoretto dovrebbe restare nel sociale. A Circo massimo, Tridico precisa: “Se si stabilizza il costo su una misura inferiore, ipotizziamo di un miliardo”, quel tesoretto “dovrebbe rimanere sul sociale. Come già detto da Di Maio, l’idea sarebbe di inserirlo nel pacchetto sociale, come sussidio alle famiglie e agli asili nido”. Il risparmio, dice Tridico, potrebbe arrivare più dal tasso di bocciature, che dal tasso di domande.

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Quanto al valore dell’assegno medio, risulta pari a 520 euro, anche perchè, spiega Tridico, molti italiani sono possessori di case o comunque non pagano l’affitto o lo pagano in nero, dunque i 780 euro sono decurtati dei 280 euro specificamente previsti per pagare la pigione. Ribadendo numeri tirati fuori nei giorni scorsi, in risposta alle lamentele scoppiate sui social sul valore dei primi assegni, Tridico precisa che il 7,4% percepirà tra i 40-50 euro, mentre per il 71% l’importo sarà dai 300 euro in su; il 5,4% oltre i 1.000 euro. Il reddito di cittadinanza è “un reddito ad integrazione”, ha rimarcato Tridico.

Il presidente dell’Inps non può non toccare anche l’altra misura del governo, Quota 100: è “giusta e sostenibile”, necessaria per superare “l’ingessamento alle uscite determinato dalla riforma del 2011”. Il numero uno dell’istituto previdenziale definisce “esagerato” l’allarme del suo predecessore Tito Boeri, secondo cui la misura avrebbe portato fuori controllo i conti dell’ente. “Dire che costerà 100 miliardi di euro è fuori luogo. Penso che, anche perchè si tratta di una misura temporanea per tre anni, ci fermeremo intorno ai 15 miliardi”, dice Tridico.

All’Inps sono arrivate finora circa 122.000 domande. “Mi aspetto che questo dato dovrebbe quasi triplicare a fine anno. Non penso che saremo lontani dalla stima di 290.000 domande inserita nella Relazione tecnica. Sta andando come ci aspettavamo”.



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