MILANO – Ore 9.40. Si preannuncia un’altra giornata difficile per le Borse, ancora appesantite dall’ultimo affondo di Donald Trump contro la Cina, con il presidente Usa che ha minacciato di imporre nuovi dazi a partire da settembre. Un nervosismo che si è fatto sentire già in Asia, dove tutti gli inidici hanno vissuto una giornata in territorio negativo. Pesanti in particolare Tokyo e Hong Kong: il Nikkei termina gli scambi a -1,74%, l’Hang Seng cede il 2,74% scontando anche il terzo giorno consecutivo di proteste cntro il governo. Indicazioni non incoraggianti arrivano anche dall’Europa: Milano cede lo 0,91%, Parigi l’1,2%, Londra perde lo 0,99% e Francoforte lo 0,73%

Poco mosso lo spread. Il differenziale Btp/Bund segna 203 punti (202 venerdì in chiusura di giornata), con il rendimento del titolo decennale italiano all’1,5%. Sul fronte valutario l’euro sale a 1,1130 rispetto al livello di 1,1108 di venerdì dopo la chiusura di Wall Street. Ancora in calo la sterlina sul  dollaro a 1,2120.

Tra i dati macroeconomici, i più attesi sono gli indici pmi servizi di Italia, Francia, Germania ed Eurozona mentre in mattinata l’Istat pubblica la nota mensile sull’andamento dell’economia.

Partenza in calo per il petrolio, che risente anch’esso delle crescenti tensioni commerciali. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre perdono 60 centesimi a 55,06 dollari al barile. Il Brent cede 72 centesimi a 61,17 dollari al barile.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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