MILANO – Ore 9:20. Le prime battute dei listini europei indicano un tentativo di recupero dopo la peggior seduta di Borsa di questo 2019 che si è vista ieri sera a Wall Street. Gli investitori sembrano metter fine alla spirale di depressione a seguito del botta e risposta commerciale tra Usa e Cina, con i dazi che sono tornati a imperversare alle frontiere. Il presidente Trump è tornato ad aprire uno spiraglio dicendo che i colloqui saranno un successo e ha anticipato che in occasione del G20 giapponese di giugno vedrà il collega cinese Xi Jinping in un incontro che sarà “fruttuoso”. Sullo sfondo, però, la Casa bianca mantiene viva la minaccia di ulteriori dazi del 25% su altri 325 miliardi di dollari di beni made in China, circa i quali Trump ha detto di non esser sicuro di volerli fare scattare. Dal fronte pechinese, fonti diplomatiche hanno fatto filtrare alla Reuters la convinzione che entrambi i Paesi in campo hanno “la capacità e l’intenzione” di risolvere la guerra commerciale, alimentando così il fronte degli ottimisti.

Milano avvia le contrattazioni in rialzo dello 0,5%. Molto bene Prysmian all’indomani dei conti e della conferma dei target per l’anno. Si mette in evidenza anche Fineco dopo il rafforzamento di BlackRock nel capitale. Francoforte aggiunge lo 0,45% nonostante il crollo di Bayer, costretta a pagare 2 miliardi a una coppia che ha contratto il cancro per il diserbante della Monsanto. Parigi sale dello 0,7% e Londra dello 0,3%.

In mattinata le Borse asiatiche hanno trattato deboli, ma senza gli scossoni che ci si poteva attendere dopo il lunedì nero di Wall Street. La Borsa di Tokyo ha ceduto lo 0,59% mentre il più ampio indice Topix ha lasciato sul parterre lo 0,40%. Shanghai lima poco meno dello 0,3%. Ieri sera, come accennato, sui listini Usa si è assistito a un vero e proprio sell-off. Già reduci dalla peggiore settimana del 2019, i listini hanno archiviato la peggiore giornata dell’anno in corso: per il Dow Jones e lo S&P500 si tratta del peggior maggio dal 1970; per il Nasdaq, è il più brutto dal maggio del 2000. Soltanto ieri, il Dow ha perso a fine seduta il 2,38%, lo S&P il 2,41% e l’indice tecnologico il 3,41%.

Tra le valute, il dollaro ha chiuso in calo a 109,62 yen mentre lo yuan cinese è scivolato sui minimi dello scorso natale con il biglietto verde che è arrivato a comprare 6,9184 yuan offshore. La valuta cinese recupera ora lo 0,25% a quota 6,8948 sul dollaro. L’euro apre in rialzo e passa di mano a 1,1237 dollari e 123,08 yen. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi

Tra le materie prime, il petrolio non si cura della bagarre commerciale ed è in rialzo a 61,25 dollari per il barile Wti e a 70,57 per il Brent. L’oro scivola dello 0,1% poco sotto 1.300 dollari al barile.

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