MILANO – Flussi in crescita ed occupazione in fase positiva, eppure i lavoratori del settore del turismo non incassano in busta paga il dividendo del buon andamento della loro industria di riferimento. Si potrebbe sintetizzare così il report che Spring, società del gruppo Adecco, ha realizzato in collaborazione con l’Osservatorio JobPricing per verificare gli stipendi degli impiegati nel mondo di viaggi, ristoranti, alberghi e via dicendo.

Dalla rilevazione emerge che la media di settore è infatti inferiore alla media nazionale, nonostante il peso specifico del turismo sia di tutto rispetto. Il comparto vale infatti il 13% del Pil italiano, con una contribuzione allargata stimata in 223 miliardi nel 2017 e vista in crescita dell’1,8% durante lo scorso anno. Tra diretti e indiretti, i viaggi e affini danno da lavorare a 3,39 milioni di persone in Italia con una stima di crescita dell’1,4% nell’ultimo anno. Il turismo in senso stretto copre una fetta pari al 6,5% dell’occupazione nazionale. Eppure le retribuzioni annue lorde (RAL) medie sono di poco superiori ai 27.100 euro, mentre la media nazionale arriva a quota 29.278 euro: circa 2.200 euro sopra.

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Una delle prime ragioni di questo distacco è nella composizione degli occupati. Se infatti i dipendenti del settore privato inquadrabili come “dirigenti” e “quadri” sono il 5,7% dei lavoratori nella media nazionale, nel turismo si fermano al 3,5%. La maggior parte di questi ultimi sono nella fascia degli “impiegati”. In ogni caso, in tutti gli inquadramenti le retribuzioni del settore turistico risultano inferiori a quelle nazionali: se un quadro medio guadagna 54.136 euro, un quadro turistico si ferma a 50.939. Tra gli impiegati, il salto proporzionale è ancora maggiore: si scende dai 30.770 euro nazionali ai 27.956 del comparto, -9,1%.

Se si guarda all’andamento, per i dipendenti del settore è possibile immaginare un futuro migliore. Se il trend medio nazionale è lievemente calato (-0,3%), dice il rapporto, le retribuzioni del turismo nell’ultimo anno hanno registrato una crescita dell’1,7% e la dinamica è migliorativa nel quinquennio sia per quadri che per impiegati.

“Nonostante il turismo sia uno dei settori economici chiave in Italia, che genera il 13 % del PIL la retribuzione è, in una classifica dei settori meglio retribuiti, molto al disotto della media”, ha riconosciuto Giuseppe Guerra, executive director di Spring Professional. “Questo è dato dal livello di seniority e di competenze che mediamente vengono richieste dal settore. Tipicamente, infatti, le offerte stagionali, rivolgendosi a un pubblico ampio, a bassa scolarità e competenza, abbassano la media retributiva. Tuttavia va segnalato un aumento dei salari che mostra come nel comparto il trend sia positivo almeno per livelli di professionalità più elevati. La dinamica retributiva è infatti in crescita nell’ultimo quinquennio per quadri e impiegati del settore turistico”. Secondo l’esperto di ricerca di professionisti di medio management, “il miglioramento dei servizi del turismo sempre più richiesti genereranno una crescita in questo senso nei prossimi anni. Con il crescere dell’offerta turistica nel paese cresceranno anche le opportunità di impiego e i salari”.


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Carlo Verdelli
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