Sembra che nel prossimo futuro nessuna azienda, grande o piccola, potrà fare a meno di un esperto software, di una figura abile a fare marketing digitale e a diffondere i prodotti sui social, di addetti specializzati in Industria 4.0. Sembra anche che siano profili piuttosto rari da trovare, anche a fronte di una formazione ancorata in molti casi a vecchi modelli non del tutto aggiornati. Eppure, viste le due premesse, è paradossale che le professioni che rientrano sotto il cappello dei digital jobs siano ancora remunerate sotto la media.

E’ quanto emerge da una pubblicazione – la Digital Job salary Guide – realizzata da Spring Professional, società di The Adecco Group specializzata nella ricerca, selezione e valutazione dei profili di middle management, in collaborazione con Job Pricing. Lo studio raccoglie indicatori di mercato da fonti ufficiali e qualifica la retribuzione di un panel di professioni, a partire da un campione rappresentativo del mercato italiano di oltre 400.000 osservazioni qualificate.

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“Dall’analisi emerge che, seppure la stima del fabbisogno di profili ICT per il periodo 2018- 2020 è in una forbice tra 62.000 e 98.000 unità, di cui solo 17.000 dovute a sostituzioni di persone già in forza, i dati relativi a RAL media mostrano che gli stipendi per questo tipo di professionalità sono stabili”, spiegano gli esperti. La retribuzione annua lorda (RAL) di un quadro italiano è di oltre 54 mila euro, mentre nel settore It ci si ferma a 52 mila. “Il mondo dell’industria 4.0 arriva a remunerazioni di poco superiori a 53 mila euro, mentre per i quadri che operano nel social e digital marketing si hanno retribuzioni più basse in media di oltre 3 mila euro annui”. Diversa, seppur parzialmente, la situazione per gli impiegati. L’Industry 4.0 distanzia in modo molto significativo gli altri due gruppi e gli impiegati di questo segmento appaiono sopra la media di mercato con una retribuzione di oltre 34 mila euro.

Perché questo ritardo paradossale? Francesco Manzini, Director di Spring Professional collega la dinamica al ritardo generalizzato della digitalizzazione dell’economia e della società italialiane. “I Digital Jobs sono ancora poco valorizzati in termini retributivi – riconosce Manzini – Non si tratta, certamente, di un mercato con dinamiche uniformi nelle sue componenti principali ed esso è influenzato dal grado di digitalizzazione dell’economia e della società, in Italia ancora troppo bassa. Il Paese risulta al 25° posto nella zona UE per digital transformation, circa il 40% delle imprese non ha ancora un programma per la trasformazione digitale e secondo Eurostat l’86,1% delle imprese ha un livello di Digitalizzazione “basso” o “molto basso. Inoltre se gli stipendi continuano ad essere così bassi, i migliori talenti che potrebbero aiutare le imprese nel salto culturale verso la digitalizzazione andranno all’estero a mettere a frutto le proprie competenze”.

Anche i trend di crescita degli ultimi 4 anni vedono i profili digital jobs crescere meno della media italiana, in particolare per impiegati e quadri nel segmento IT. Addirittura in calo la retribuzione per quadri nell’industria 4.0, mentre in crescita più della media nazionale sono i profili di social & digital marketing sia in funzione quadro che impiegato (+3,4% e +3,2%).

Le cose si possono muovere diversamente a seconda dei profili che si individuano nel segmento. Nel gruppo IT, ad esempio, “la professione più remunerativa è il Solution Manager. Il differenziale retributivo, rispetto alla media (valore medio del gruppo di riferimento =100), varia da un +55,4% al vertice ad un -14,6% in fondo alla classifica (help desck specialist). Per quel che concerne il social & digital marketing in testa troviamo il Product Manager, che ha una retribuzione superiore del 90,6 % rispetto alla media, mentre in fondo alla classifica il delta rispetto al valore medio è del 9,0% per la figura di Content editor. Infine, nel campo dell’industry 4.0, il ruolo meglio retribuito risulta essere l’Automation Engineer. Al vertice della graduatoria la retribuzione è maggiore rispetto a quella media del +45,3%. In fondo è inferiore del -4,5% (progettista)”.



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