MILANO – Orientarsi in mercati e mondi che cambiano velocemente nell’era del digitale non è facile, non lo è neppure per chi è chiamato a guidare le aziende da un modello di business tradizionale verso una rivoluzione tecnologica. Così Danilo Villa, consigliere delegato di Bricoio e con un passato in Fiat, Dhl, Pirelli, Esselunga e in Coop Italia, prova con un libro dal titolo “Guida per manager disorientati. Dialogo su come fare innovazione”, edito da Franco Angeli, a dare consigli a quelli che come lui devono gestire il passaggio a nuovi modelli di business o a chi come i suoi collaboratori è chiamato ad adeguarsi.

Il testo, per ammissione dello stesso autore, ci porta nel mezzo, o meglio, dentro la testa di un manager alle prese con i profondi cambiamenti partendo da una domanda semplice: come un manager deve affrontare questa situazione?  L’autore accompagna il lettore attraverso una conversazione che abbraccia diversi aspetti, mosso dalla ricerca di percorsi capaci da un lato di far prendere coscienza di ciò che avviene ma anche provando a indicare possibili soluzioni.

L’esempio del ruolo che il lievito madre ha nella produzione del pane migliore è azzeccatissimo: un piccolo ingrediente, sempre vivo, che spinge tutti gli altri componenti a dare il meglio di sé.  Nell’impresa il manager deve fare esattamente questo: identificare quali siano le capacità dei membri dell’organizzazione, metterli a regime tra di loro, motivarli e dare quindi spinta alle strategie di sviluppo. Le grandi questioni da affrontare, fatte le debite proporzioni dei vari settori di attività, sono comuni.

L’organizzazione del lavoro, per gestire il cambiamento della domanda e dell’offerta, gli impatti per l’impresa derivanti dai grandi cambiamenti globali, e il delicato equilibrio tra online e distribuzione tradizionale. Ciò che accentra intorno a sé il futuro dell’impresa è il Project office, capace di governare l’integrazione del portafoglio progetti con la mappa delle strategie di innovazione .La soluzione suggerita dall’autore è semplice: privilegiare un’organizzazione fluida, essenziale, dinamica, fare scelte e assumere condotte che sappiano conquistare la fiducia dei clienti. E ancora, dare sfogo ai valori dell’impresa, quelli che tutti noi cerchiamo e sulla base dei quali compiamo differenti scelte di acquisto (dal prodotto al servizio, dall’investimento finanziario al partito politico). 
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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