MILANO – Unicredit prepara un’offerta multimiliardaria per il controllo di Commerzbank, visti i segnali di difficoltà che stanno incontrando i piani di fusione tra la banca tedesca e la ‘rivale’ Deutsche Bank.

Lo riporta il Financial Times, secondo cui l’istituto si muoverebbe se i negoziati di aggregazione tra i due gruppi tedeschi dovessero fallire. “La banca italiana è improbabile che vada ad intromettersi negli attuali negoziati in corso sulla fusione in corso tra Deutsche e Commerz”. Tuttavia “La via per noi è aperta”, dice al quotidiano della City una fonte vicina al dossier.

La banca italiana fa sapere che “non commenta” le ipotesi riportate dalla testata britannica. Il tema dell’m&a non è certo nuovo per la banca guidata da Jean Pierre Mustier, che meno di due mesi fa in un’intervista chiudeva le porte alle possibili fusioni con la Commerzbank o la SocGen (altro nome spesso accostato a Unicredit) di turno: “Non vedo fusioni cross border tra banche europee nel breve-medio termine – diceva l’ad a inizio febbraio – E parlo di una prospettiva di anni, non di mesi. Ostacoli regolamentari e difficoltà nel fare sinergie le rendono impraticabili. Per tutti, ovviamente anche per UniCredit”. E, altrove, sullo stesso tema ribadiva: “Qualsiasi operazione di grande dimensione non è possibile a medio termine. Il nostro piano strategico Transform 2019 si basa su ipotesi di crescita organica”, pur ricordando che un nuovo piano verrà lanciato alla fine del 2019.

Il titolo di Unicredit in Borsa (segui in diretta) si muove in ribasso a Piazza Affari. Andamento di forte rialzo invece per la potenziale ‘preda’ tedesca.

Il presunto piano di Unicredit prevederebbe di conquistare una consistente quota di Commerzbank, che sul mercato vale 9 miliardi, e di fonderla con la controllata tedesca HypoVereinsbank. La nuova entità manterrebbe sede tedesca, Unicredit milanese e le azioni Commerz continuerebbero a scambiare in Borsa.

Secondo il quotidiano, il matrimonio fortemente spinto da Berlino tra i due campioni nazionali della finanza inizierebbe a scricchiolare, anche nella mente di uno sponsor come il ministro delle Finanze Olaf Scholz, che inizia a temere i contraccolpi politici per l’imponente mole di esuberi che si genererebbe con l’operazone DB-Commerz. Secondo gli addetti ai lavori, l’asse con Hvb sarebbe più intelligente dal punto di vista commerciale, perché le sue 447 filiali concentrate tra Baviera e Baden-Württemberg si sposerebbero bene con le mille di Commerz che coprono tutto il resto del Paese. Maggiori, invece, le sovrapposizioni con Deutsche Bank.

L’interesse italiano per Commerzbank è di vecchia data, un approccio per un’aggregazione ci fu nel 2017. Tuttavia, l’offerta non maturò sia per l’opposizione politica in Germania sugli accordi bancari transfrontalieri sia perché Piazza Cordusio era nel mezzo di una ristrutturazione delle sue attività. Qualunque accordo, anche oggi, richiederebbe comunque il via libera del governo tedesco, il principale azionista dell’ istituto di Francoforte con una quota del 15%. Se volesse concretizzare le avances, Unicredit dovrebbe vedersela anche con altri potenziali interessati come Ing, Bnp Paribas e Santander.

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