NEW YORK – Forever 21, la catena di negozi di abbigliamento che ha reso popolare il fast fashion, fa ricorso alla bancarotta assistita per cercare di ristrutturare la propria attività. Nell’ambito della procedura chiuderà fino a 178 punti vendita negli Stati Uniti e 350 in tutto a livello globale. “Quello che ci auguriamo di fare con questo processo è semplificare le cose in modo da poter tornare a a fare quello che facciamo meglio”, afferma l’amministratore delegato di Forever 21, Linda Chang.

I genitori di Chang, Do Won e Jin Sook Chang, hanno fondato Forever 21 negli anni 1980 dopo essere arrivati in California dalla Corea del Sud. La società è stata fondata nel 1984 e insieme con altri marchi popolari, in particolare fra i giovani, come Zara e H&M è stata tra i principali protagonisti del fast fashion. La società è andata bene ed è decollata a metà degli anni Novanta del secolo scorso. Dallo scorso anno il tracollo. La bancarotta è uno schiaffo per la società, che finora si è descritta come incarnazione del sogno americano ma che è rimasta travolta dal cambio dei gusti dei consumatori.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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