WASHINGTON – Il presidente Donald Trump ha deciso di non rinnovare, alla loro scadenza all’inizio di maggio, le esenzioni per l’import di petrolio iraniano. Lo ha annunciato la Casa bianca, spiegando che la decisione “mira ad azzerare l’export di petrolio iraniano, negando al regime la sua principale fonte di entrate”. Tra gli otto Paesi cui erano state concesse le esenzioni c’era anche l’Italia. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha detto che non ci saranno proroghe dopo il primo maggio e che l’amministrazione sta già discutendo con i paesi coinvolti per aiutarli a rinunciare alle importazioni da Teheran.

Una decisione criticata duramente dalla Cina. Pechino si oppone “alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione ad ampio raggio”, ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, per il quale gli accordi siglati da Pechino con Teheran sono “ragionevoli e legittimi”. La Cina è tra i principali importatori di greggio dall’Iran. 

Una mossa che ha fatto schizzare il prezzo del petrolio, volato a massimi da 6 mesi. I futures sul Brent  registrano una crescita del 2,77% a 73,96 dollari al barile. Il Wti avanza del 2,55% a 65,63 dollari al barile.

Usa, stop a import petrolio Iran per Italia e altri sette paesi. Prezzi ai massimi da 6 mesi

Intanto  l’Arabia Saudita  fa sapere che si coordinerà con gli altri produttori di petrolio per assicurare forniture adeguate e per accertarsi che il mercato resti in equilibrio. Riad – ha riferito il il ministro dell’Energia saudita, Khalid Al-Falih – sta monitorando gli sviluppi sul mercato del petrolio e si consulterà con gli altri produttori per assicurare un mercato stabile.

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