Verona strizza nuovamente l’occhiolino all’estrema destra e stavolta lo fa usando lo strumento della toponomastica. L’amministrazione del sindaco Federico Sboarina ha votato una mozione per intitolare una strada della città a Giorgio Almirante, storico segretario e fondatore del Movimento Sociale Italiano. Il primo firmatario è Ciro Maschio, deputato di Fratelli d’Italia e presidente del consiglio comunale.

Nel suo intervento ha definito Almirante un “Uomo d’altri tempi, con carisma unito ad umiltà, eleganza naturale e dono della parola”. Ma Verona, evidentemente, in questo momento è uno degli epicentri a Nordest in cui si registra più forte l’avanzata della destra sovranista. Sempre in città, tra il 29 e il 31 marzo, nello storico palazzo della Gran Guardia, si terrà il Congresso mondiale delle famiglie, appoggiato da Forza nuova, dai movimenti antigay e antiabortisti: un raduno promosso da Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia e vicesegretario leghista.

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“Apprendiamo con grave rammarico la notizia di una mozione per intitolare a Verona una via o una piazza a Giorgio Almirante”, sottolineano il presidente della Comunità ebraica di Verona Celu Laufer e la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, in un messaggio al sindaco Sboarina. “Abbiamo appena celebrato gli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali ribadendo con forza la necessità di radicare in ogni aspetto del nostro agire questa memoria così dolorosa del nostro Paese e del fascismo, assumendosi tutti le responsabilità per quanto avvenuto e adoperandosi affinché giustizia sia fatta, quantomeno sul piano conoscitivo. L’intitolazione di una strada in una città è un atto commemorativo che troveremo dinanzi a noi ogni giorno e dovrebbe ispirarsi all’esatto contrario, affermare il contributo di chi ha combattuto e affermato i valori delle libertà oggi sancite nella Costituzione”.

Laufer e Di Segni ricordano ancora: “Ogni anno il Comune di Verona commemora Rita Rosani, medaglia d’oro al valor militare. Ricordando che Verona è città decorata con medaglia d’oro alla Resistenza, e riflettendo su tutto ciò che oggi accade nel nostro Paese, esprimiamo la nostra assoluta preoccupazione per tale iniziativa augurandoci che si inviti a dedicare strade e piazze a persone che hanno donato un contributo positivo alla città e al nostro Paese e sia questa proposta a trovare consenso all’interno della sua amministrazione”.

Il consigliere del Pd Federico Benini, capogruppo dei dem nel capoluogo scaligero, ha reagito proponendo invece di intitolare una strada a Giorgio Gaber. Gli esponenti del centrosinistra ricordano anche che, sempre a Verona, c’è già un tratto di lungargine dedicato a Nicola Pasetto, esponente di spicco dell’Msi. Un atto datato 2008, durante la prima amministrazione di Flavio Tosi.

Ma Verona non è l’unico caso a livello nazionale. L’Anpi, attraverso i suoi legali, ha presentato al prefetto della provincia di Roma un’istanza di annullamento del decreto di autorizzazione all’intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante, nel comune di Ladispoli, alle porte della Capitale. “Dedicare una strada pubblica a Giorgio Almirante – si legge nel testo – vuol dire celebrarlo e celebrare il fascismo. Consentire la celebrazione di Giorgio Almirante significa disattendere e violare il dettato della Costituzione. La legge Scelba e la legge Mancino, infatti, sanzionano in maniera anche penalmente rilevante l’apologia del fascismo, quando apologia vuol dire esaltazione del regime, esaltazione dei principi, delle figure che al fascismo hanno fatto riferimento. L’articolo 4 della legge 20 giugno 1952, numero 645, infatti, punisce chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo”.



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