MILANO – “O’zapft is!” (Si spilla!). Per la 186° volta oggi a Monaco di Baviera sarà pronunciata la frase inaugurale dell’Oktoberfest. La festa internazionale della birra e dei suoi bevitori più amata al mondo promette di non risentire della crescita zero che ha colto l’economia tedesca: si annuncia un nuovo record di visitatori, che l’anno scorso furono 6,3 milioni, e di consumo di birra e affini. Questo nonostanto un aumento parallelo del prezzo della birra, che si prevede in rialzo di 36 centesimi al litro. Un balzello di 36 centesimi che porta il bicchierone “Mass” a 11,6 euro, e che con il suo 3,2% quasi doppia il tasso di inflazione ufficiale tedesco. Ma poco importa: a fronte di previsioni meteo soleggiate, è improbabile che le attuali incertezze economiche e geopolitiche impediscano il raggiungimento di nuovi record di affluenza e libagioni.

I conti in tasca alla manifestazione, che attrae visitatori da tutto il mondo (il 14% dei presenti è straniero), li ha fatti Unicredit, banca italo-tedesca che ha a Monaco una delle sue sedi principali. L’indice Wiesn Visitor Price (Wvpi), tradizionalmente calcolato dal gruppo guidato da Jean Pierre Mustier, e che si basa sul costo di due Mass di birra, mezzo pollo allo spiedo e un biglietto per il trasporto pubblico andata e ritorno, registra un aumento del 2,7% quest’anno, rispetto al 3,3% dell’anno scorso. “Nonostante il prezzo dei biglietti per il trasporto pubblico sia rimasto invariato, quello del pollo e della birra è aumentato del 3,2% rispetto all’anno scorso”, si legge nell’analisi.
 

Meno giovani, più potere di spesa

Il fatto che l’aumento dei prezzi non sembra scoraggiare i visitatori dell’Oktoberfest quest’anno sembra legato anche alle dinamiche demografiche, per cui sempre meno giovani affollano i 35 tendoni montati sul pratone di Theresienwiese (o, come lo chiamano i bavaresi, “Wiesn”). “Nel complesso l’aumento dei prezzi non sembra influire sul consumo di birra da parte dei visitatori – spiega Thomas Strobel, economista di Unicredit autore dello studio -. Dopo il sorprendente calo del consumo di birra nel 2013, il trend di crescita che abbiamo osservato dalla metà degli anni ’90 è proseguito nel 2018”. In parte questo si potrebbe spiegare con il cambiamento nella struttura demografica dei visitatori dell’Oktoberfest. Tra il 2000 e il 2014, il numero di presenti sotto i 30 anni è calato del 17%, mentre chi aveva più di 30 anni è aumentato del 43%. “Poiché i visitatori di età superiore hanno generalmente più disponibilità economica, possono permettersi
l’aumento annuale dei prezzi della birra all’Oktoberfest più agevolmente”, stima la banca nella sua nota.
 

“La legge di Giffen” e i numeri della manifestazione

Un’altra possibile spiegazione fornita dagli analisti di Unicredit assimila la bevanda tratta da malto e luppolo fermentati ai cosiddetti “beni di Giffen”, che quando rincarano rendono meno conveniente il consumo di altrettanto costosi prodotti sostitutivi, soprattutto quando la disponibilità di beni alternativi è
scarsa. Poche le alternative economiche alla birra, insomma, tra gli alcolici.

Il costo del bicchierone da litro che è best seller all’Oktoberfest (se ne spilla in media uno per ogni visitatore) però non incide in maniera uguale per tutti. La birra venduta al Wiesn risulta molto più costosa per i visitatori brasiliani, che pagano l’81% in più rispetto al litro comprato nel loro paese, e anche i più geograficamente vicini italiani e austriaci spenderebbero molto meno bevendola a casa loro. Diversamente, la birra di Monaco si rivelerà più economica di circa un 20% per statunitensi e australiani, che pagano in dollari. Ogni anno alla manifestazione, insieme a 7 milioni di litri di birra, sono consumati tra l’altro 150 mila litri di vino e spumante, per buttar giù 550 mila polli, 140 mila coppie di salsicce di maiale e 75 mila suoi stinchi “Haxen”, oltre alla carne di 116 buoi e 57 vitelli. Una strage. Prosit. 
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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