SUWON (COREA DEL SUD) – Nascono a una trentina di chilometri a sud di Seul le idee del colosso sudcoreano Samsung. Una città digitale dentro Suwon, meta turistica gettonata grazie alla Fortezza di Hwaseong, eretta alla fine del Settecento e patrimonio dell’Unesco. Ma arrivando in pullman dalla capitale sono quattro torri a dare il benvenuto a distanza nella Samsung Digital City, dove 128 palazzi dedicati a smartphone, televisori, frigoriferi e altri prodotti tecnologici sono circondati da giardini curatissimi e le strade affollate dalle oltre 35mila persone che ci lavorano, circa un decimo dei dipendenti Samsung che operano in 73 Paesi del mondo.


Viaggio nella Samsung Digital City, la cittadella della tecnologia

All’interno del quartier generale vengono pensati, progettati e sviluppati tutti i prodotti, ed è qui che l’area marketing studia e mette a punto le proprie strategie per fare breccia nei mercati internazionali. Ma muovendosi tra gli edifici della Digital City si respira soprattutto la fierezza di far parte della multinazionale che, insieme a LG e Hyundai, rappresenta la Corea del Sud nel mondo. Ed è per questo che con il medesimo orgoglio viene mostrato lo smartphone di ultima generazione, l’S10 5G, e il primo pc creato nel 1983, tra i cimeli più prestigiosi del museo dell’innovazione insieme al un laptop dell’87 e alle fiaccole delle Olimpiadi che Samsung ha sponsorizzato (tutte le edizioni a partire dai Giochi invernali di Nagano ’98).


Viaggio nella Samsung Digital City, la cittadella della tecnologia

Un sentimento coltivato grazie anche alla strategia aziendale di mettere a disposizione dei propri dipendenti facilities che spingono molti di loro, soprattutto i più giovani, a trattenersi a Suwon per un tempo più lungo rispetto all’orario di lavoro: per la pausa pranzo e a fine giornata ci sono un campo da basket e uno da calcio in erba sintetica, una palestra, una spa, tavoli da ping-pong, tatami per il taekwondo, un laboratorio d’arte, una sala musica per dj. E poi c’è il Creative Lab, uno spazio aperto a tutti i lavoratori che sognano di dare vita a una propria idea: in sei anni e mezzo più di mille persone hanno portato a termine, grazie all’aiuto di un team di ingegneri, più di duecento progetti, tra cui versioni originali di spazzolini elettrici, polaroid e cardiofrequenzimetri.   


Viaggio nella Samsung Digital City, la cittadella della tecnologia

Nella cittadella Samsung che si estende per quasi 1,7 milioni di metri quadrati ogni divisione ha poche ma chiare parole di riferimento individuate grazie agli studi di marketing, mirati soprattutto sui millennials e sulla Generazione Z. Per questo l’area di ricerca e sviluppo si sta concentrando su display, camera e batteria perché i giovanissimi, secondo le ultime analisi presentate, comprano lo smartphone per esprimersi sui social (92%), chattare (86%) e fare foto e video (85%). “Per venire incontro a ogni tipo di esigenza, sia di consumo che di spesa – ha spiegato Sonia Chang, alla guida dell’area marketing di Samsung – abbiamo ideato la linea dei Galaxy A per i ragazzi dai 12 ai 23 anni, la S per giovani che utilizzano lo smartphone anche per lavorare e i Note per i professionisti che ne fanno un utilizzo costante”.


Viaggio nella Samsung Digital City, la cittadella della tecnologia

Uno studio maniacale dei dettagli che ha portato l’azienda a coinvolgere, nelle campagne pubblicitarie, beniamini dei ragazzi e influencer facendo attenzione anche ai colori dei vestiti indossati nei video promozionali. “La Gen Z è attratta da brand capaci di creare community. Le quattro principali sono la fotografia, i giochi, il benessere e il primo approccio al mondo del lavoro. Per questo abbiamo puntato su batterie sempre più durevoli, fotocamera rotante e display grandi e senza bordi”.

La partita più importante del campus, anche in termini di concorrenza, si sta giocando sul 5G e su chi riuscirà a metterlo a punto prima degli altri. Per le vie della Digital City la nuova tecnologia, misurata attraverso speed test, non funziona ancora benissimo. Cosa che invece, anche se a intermittenza, avviene in alcune zone di Seul, dove si è registrata una velocità di download che ha toccato i 570 mbps. Ma la sperimentazione in atto in Corea del Sud da pochi mesi sta comunque soddisfacendo Samsung. “Molti clienti ci hanno detto di essersi trovati a proprio agio. La sperimentazione – ha spiegato Junehee Lee, a capo del tecnology strategy team – ha superato le aspettative iniziali”. La nuova tecnologia 5G, in potenza, è in grado di connettere un milione di smartphone in un raggio di un chilometro quadrato, di permettere di scaricare un film in pochi secondi e di godere di una latenza prossima allo zero che favorirà la guida autonoma. E sui dubbi legati all’effetto delle onde millimetriche sulla salute, Lee è stato chiaro: “Il 5G è sicuro”. La prossima sfida, nella cittadella digitale, sarà quella di farlo funzionare alla perfezione.


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