Vietato installare grate e cancelli di sicurezza sul pianerottolo condominiale dove si affaccia l’appartamento, o lo studio professionale, che si vuole in questo modo proteggere dal rischio di ladri o malintenzionati. Anche nel caso in cui non ci siano altre abitazioni sullo stesso piano. L’avvertimento viene dalla Cassazione – sentenza 7625 – che ha accolto il ricorso di decine di abitanti di un palazzo di Palermo, in via Valdemone, contro due professionisti, un’avvocata e un architetto, che ai tanti lavori di ristrutturazione fatti nel loro appartamento, tra le ire dei vicini, avevano anche aggiunto un cancello in ferro sul pianerottolo. Per la corte d’Appello di Palermo, era “legittima l’annessione all’appartamento” dei due professionisti “di una porzione del pianerottolo condominiale, da costoro chiusa con un cancello in ferro e sottratta all’utilizzo degli altri condomini”.

Secondo i giudici di Palermo, “la natura condominiale di tale porzione di pianerottolo doveva escludersi, risultando essa di esclusivo utilizzo” della coppia. Questa tesi non è stata condivisa dalla Cassazione. Per gli “ermellini” la Corte, “nell’escludere la natura condominiale della porzione di pianerottolo in questione con il rilievo che la stessa sarebbe di esclusivo utilizzo della coppia, si è posta in contrasto con il principio per cui negli edifici in condominio, le scale con i relativi pianerottoli, che insistano, nella specie, su un ballatoio e servano da accesso al lastrico solare comune, costituiscono strutture funzionalmente essenziali del fabbricato e rientrano, pertanto, tra le parti che devono presumersi comuni”.

Inoltre, la Cassazione ha ricordato che “negli edifici in condominio anche le parti poste concretamente a servizio soltanto di alcune porzioni dello stabile, in assenza di titolo contrario, devono presumersi comuni a tutti i condomini”.

Ora la vicenda torna davanti alla corte d’Appello di Palermo, che dovrà decidersi a far togliere la cancellata sorta nel palazzo di via Valdemone.



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