MILANO – Ore 10:30. Borse deboli nonostante i nuovi record a Wall Street, che non scaldano il resto degli investitori in una settimana ancora caratterizzata dal clima festivo. L’indice regionale Msci Asia Pacific, segnala Bloomberg, ha trattato in ribasso non sfruttando il traino dei listini Usa, spinti dal fatto che l’80 per cento delle trimestrali pubblicate dalle società dello S&P500 abbia per ora battuto le attese.

Trattano in calo le Borse continentali. Milano perde mezzo punto percentuale, Parigi lo 0,3%, Londra lo 0,5% mentre Francoforte è piatta. Anche l’Italia entra nel vivo dei conti con Stm, i cui ricavi e utili scendono più del previsto nel primo trimestre ma il titolo tratta positivo sulle prospettive per il futuro.

Chiusura debole per Tokyo, questa mattina, con gli investitori cauti prima della stagione delle trimestrali del Sol levante e di dieci giorni di vacanza attesi dalla prossima settimana. L’indice di riferimento Nikkei perde lo 0,27% a 22.200 punti, mentre il listino generale Topix lascia lo 0,67% a 1.612,05 punti. Shanghai piatta con un +0,09%.

Ieri sera, come accennato, Wall Street ha chiuso con S&P500 e Nasdaq a nuovi top grazie a una serie di trimestrali migliori del previsto tra cui quelle di Coca Cola (+1,7%), United Technologies (+2,3%) e Twitter (+16%). L’indice generale ha guadagnato lo 0,9%, il Dow Jones lo 0,6% e quello tecnologico l’1,3%. Per la Casa Bianca, intanto, resta sempre aperto il dossier commerciale: il rappresentante al commercio Usa, Robert Lighthizer, e il ministro del Tesoro, Steven Mnuchin, “andranno a Pechino per continuare i negoziati tra gli Stati Uniti e la Cina sulle relazione commerciali”. Lo ha reso noto Washington precisando che il nuovo round di colloqui sui dazi inizierà il prossimo 30 aprile.

Sul fronte valutario, il dollaro ha raggiunto i massimi di 22 mesi contro un basket composto dalle principali valute con il franco svizzero (-0,5%) e il dollaro austrialiano (-0,5%) che hanno perso terreno. Un euro comprava 1,1446 franchi (+0,1%) e 1,1191 dollari da 1,1258 dollari del giorno precedente.

In Cina, la Banca centrale ha iniettato una quarantina di miliardi di dollari a supporto dell’erogazione del credito in forma di prestiti a medio termine. Il Superindice economico del Giappone relativo al mese di febbraio si è attestato a 97,1 punti: la lettura finale è così in lieve calo rispetto ai 97,4 punti della lettura preliminare. Il dato più atteso di giornata segnala il peggioramento del clima di fiducia delle aziende tedesche. Ad aprile l’indice Ifo è calato a 99,2 punti da 99,7 di marzo (dato rivisto). Il sottoindice relativo alle aspettative per i prossimi mesi è sceso a 95,2 da 95,6 e quello sulle condizioni attuali è calato a 103,3 da 103,9. In Italia, Istat segnala un calo dell’export fuori dalla Ue a marzo (-0,4% su mese e -2,7% annuo) con un calo complessivo dell’avanzo commerciale a 3,4 miliardi. La Banca centrale europea diffonderà il suo bollettino economico. Nel pomeriggio attenzione alla Bank of Canada che annuncerà la sua decisione di politica monetaria.

Lo spread sulla piattaforma Bloomberg è a 265 punti base. Il Tesoro italiano ha in programma un’asta di Ctz e Btp legati all’inflazione per un importo compreso tra 3,5 e 4,5 miliardi.

Il petrolio a maggio al Nymex è salito dell’1,1% a 66,30 dollari al barile, massimi di fine ottobre.



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