UNA COPIA in inglese dell’enciclopedia online Wikipedia è lassù, da qualche parte, sulla Luna. Una parte cospicua del sapere umano giace adesso sul suolo lunare insieme alla targa di acciaio inossidabile lasciata sull’unico satellite della Terra da Neil Armstrong il 20 luglio del 1969. A cinquant’anni di distanza dalla prima passeggiata dell’uomo sulla Luna, Israele è il quarto Paese dopo Stati Uniti, Unione Sovietica e Cina a toccarla e a lasciare un’impronta destinata a restare nella storia dell’umanità.

L’impatto della sonda Beresheet, il primo lander costruito da privati, non è stato dei migliori e il mezzo della missione SpaceIL è andato distrutto a causa, come riferito dall’Agenzia spaziale israeliana, di “problemi al motore”. Ma i coordinatori dell’operazione spaziale definiscono “molto alte” le probabilità che la parte della sonda che conteneva la prima “biblioteca lunare” da oltre 30 milioni di pagine sia in fondo al cratere generato dall’impatto col suolo, anche se l’oggetto è troppo piccolo da identificare.

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Si tratta infatti di un disco metallico, della misura di un dvd, composto da 25 pellicole sottili di nichel tenute insieme da una resina epossidica e avvolte da un nastro di mylar e kapton per resistere a temperature estreme. Il cuore di questo involucro, ritenuto indistruttibile, contiene la versione in inglese di Wikipedia, 30mila libri tra cui la Bibbia, disegni di bambini, le testimonianze della Shoah, le chiavi linguistiche per 5mila lingue e l’inno e la bandiera di Israele, oltre a un archivio musicale e ai trucchi segreti che il mago David Copperfield ha affidato alla Luna e che probabilmente nessun’altro saprà mai.

La sonda Beresheet è stata lanciata in orbita il 22 febbraio da Cape Canaveral, in Florida. È costata meno di cento milioni di dollari e pesava meno di 600 chili. SpaceIL, che l’ha costruita insieme all’Agenzia spaziale israeliana, è un’organizzazione non-profit nata dalla sfida lanciata dal progetto di Google Lunar XPRIZE e raccolta da tre giovani ingegneri, Yariv Bash, Kfir Damari e Yonatan Winetraub nel 2011. Gli obiettivi primari della missione erano lo studio della composizione del sito di allunaggio e la misura delle anomalie magnetiche della crosta lunare.  

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La prossima missione di SpaceIL sarà quella di scoprire su quale punto della Luna sia finita la biblioteca. Alla Lunar Reconnaissance Orbiter hanno già chiesto di poter visionare le immagini, anche se si tratta di un oggetto piccolo e quindi difficile da individuare. Ma non devono perdersi d’animo: sui social in molti fanno il tifo per loro ed è stato creato l’hashtag #FindTheLunarLibrary. Una bella fetta di memoria storica dell’umanità è stata affidata al satellite più contemplato, descritto, cantato e dipinto da donne e uomini di ogni epoca. E chissà se un giorno qualcuno la leggerà mai.


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